Solidarietà con i terremotati dell’Emilia

Cosa sia accaduto, e stia ancora accadendo, in Emilia-Romagna dalla notte di domenica 20 maggio in avanti è noto a tutti: una lunga e rovinosa sequenza di scosse di terremoto, in una zona di pianura che si riteneva a basso rischio sismico (mentre si scopre oggi che nel 1570-74 la zona attorno a Ferrara tremò per duemila volte). Il bilancio di morti, feriti e sfollati continua ad aggiornarsi, e le stime dei danni materiali sono ingentissime.

L’Italia intera si sta mobilitando, a partire dai volontari della Protezione Civile, fino ai semplici cittadini che donano tende, prestano camper, si rendono disponibili, o semplicemente inviano un sms al 45500 (donando 2 € alla Protezione Civile).

Ho pensato di riportare in questo post “di servizio” gli estremi di alcune delle raccolte-fondi in atto, cominciando da quelle promosse dalla Caritas, che conosco e stimo da moltissimi anni per l’impegno e la bontà dei suoi interventi, e proseguendo con altri enti benemeriti, perché ciascuno di noi ha i propri canali privilegiati, secondo preferenze e fiducia.

A chi vorrà segnalare altre raccolte e altri enti, prometto di aggiornare questo post; chiedo soltanto di indicare – nella mail o nel commento – il link a un sito internet, che mi permetta di verificare l’esattezza degli estremi.

In questa fase, a metà tra emergenza e primi tentativi di ripresa, merita frequenti visite il sito internet VolontariaMO & TERREMOTO, a cura del Centro di Servizio per il Volontariato di Modena, che contiene moltissime informazioni e notizie – sempre in aggiornamento – sulle necessità, i modi e i canali utili per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Segnalo in modo particolare le sezioni “Richieste e beni” e “Notizie“, sempre aggiornate, e la pagina per le donazioni online a favore della rete del Terzo Settore modenese.

Inoltre, il sito del quotidiano “La Gazzetta di Modena” raccoglie moltissime segnalazioni e informazioni, ad esempio in questa pagina: “Scuole, negozi, messe: la mappa dei servizi“, che riporta anche gli estremi di molti c/c, aperti dai singoli Comuni, consigliati a chi voglia effettuare una donazione diretta e senza intermediari.

Ecco un primo elenco di raccolte-fondi attive:

Per aiutare la Caritas Italiana nel suo impegno nei confronti degli sfollati si possono inviare offerte tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Terremoto Nord Italia 2012“, oppure con bonifico bancario su uno di questi c/c (con analoga causale):
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma. IBAN: IT 29 U 05018 03200 000000011113 UniCredit, via Taranto 49, Roma. IBAN: IT 88 U 02008 05206 000011063119
Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma. IBAN: IT 06 A 03359 01600 100000012474
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma. IBAN: IT 95 M 03069 05098 100000005384
E’ possibile inoltre fare offerte mediante carta di credito (VISA e MasterCard) telefonando al n. 06-66177001, in orario di ufficio

Anche la Diocesi di Bologna ha attivato una raccolta fondi tramite Caritas: si può contribuire con un versamento sul c/c postale n. 838409 oppure con un bonifico bancario presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna intestato a “Arcidiocesi di Bologna“,
IBAN: IT 27 Y 05387 02400 000000000555. Causale “Terremoto in Emilia-Romagna“.

Per l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola diversi i conti correnti attivati (per tutti la causale è “Emergenza terremoto Emilia“):
Conto corrente intestato a “Arcidiocesi di Modena-Nonantola – Caritas diocesana Corso Duomo 34 41121 Modena“, IBAN: IT 25 X 05034 12900 000000004682 presso Banco Popolare Società Cooperativa srl sede Modena.
IBAN: IT 35 Z 02008 12930 000003106219 presso Unicredit Banca sede Modena.
IBAN: IT 89 B 05387 12900 000000030436 presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna sede Modena.
IBAN: IT 72 X 05018 02400 000000503060 presso Banca Etica – Filiale di Bologna.
Versamenti anche su Banco Posta, conto corrente n. 17329418, intestato a “Curia Arcivescovile di Modena Corso Duomo 34 41121 Modena”, IBAN: IT 61 M 07601 12900 000017329418.

Per la Diocesi di Carpi invece i conti correnti sono tre, tutti intestati a: “Diocesi di Carpi“, e la causale da indicare è: “Emergenza terremoto 2012“:
Unicredit, IBAN: IT 09 V 02008 23307 000028478401. ,
Banco di San Geminiano e San Prospero, IBAN: IT83 Z 05034 23300 000000023005
Banca Popolare dell’Emilia Romagna, IBAN: IT36 Y 05387 23300 000001466626

Anche la Provincia di Modena ha attivato un conto corrente per raccogliere risorse da devolvere alle persone colpite dal terremoto, con questi estremi:
intestazione “Provincia di Modena Interventi di solidarietà“, IBAN IT 52 M 02008 12930 000003398693, causale “terremoto maggio 2012“.

La Regione Emilia-Romagna ha aperto sul suo portale la pagina “Terremoto: come aiutare“, con diverse informazioni e notizie utili per chi volesse dare una mano. I versamenti possono essere effettuati su questi conti correnti, indicando la causale: “Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna“:
c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, intestato a Regione Emilia-Romagna, IBAN: IT42 I 02008 02450 000003010203
Sul portale della Regione, è presente inoltre un elenco delle iniziative di sostegno in corso.

Il quotidiano “La Stampa“, tramite la sua benemerita rubrica “Specchio dei tempi“, ha attivato una raccolta-fondi. Questi gli estremi: IBAN: IT10 V 03069 01000 100000120118 causale: “fondo 587 terremotati dell’Emilia“.

Il Corriere della Sera e Tg La7 rinnovano la raccolta di fondi “Un aiuto subito” per le popolazioni colpite dal terremoto a seguito delle scosse di oggi. I versamenti si possono effettuare al c/c IT73 L 03069 05061 100000000671. «Un aiuto subito. Terremoto in Emilia» presso Intesa Sanpaolo, viale Lina Cavalieri, 236 – 00139 Roma.

Banca Etica ha stanziato un plafond di 5 milioni di euro per le prime richieste di ristrutturazione, ricostruzione o acquisto di immobili per la prima casa o per le attività delle imprese sociali. Inoltre, per le Organizzazioni di Volontariato che attivano raccolte di fondi a favore delle popolazioni terremotate, Banca Etica prevede inoltre per le attività di raccolta l’azzeramento del canone e operazioni illimitate. Anche i clienti di Banca Etica che eseguiranno donazioni per i soccorsi post-sisma non avranno spese addebitate.

Federcasse, la federazione delle Bance di Credito Cooperativo, ha attivato un pacchetto di misure a favore delle persone e delle aziende nelle località terremotate. E’ attivo a livello nazionale il c/c presso Iccrea Banca – intestato a Federcasse – con la causale “Emergenza terremoto in EmiliaIBAN IT05 R 08000 03200 000800032001

Mani Tese, a sua volta, ha aperto “Il Cantiere” di Finale Emilia ai terremotati e ha promosso una raccolta-fondi a favore dei minori. Ecco gli estremi: conto corrente attivo presso Banca popolare dell’Emilia Romagna, IBAN: IT51 X 05387 66730 000002060060. Per donazioni e informazioni: Numero Verde: 800 552 456, e-mail: perlemilia@manitese.it

Un altro sito internet che merita di essere segnalato è San Felice, vogliamo ripartire, “Sito ufficiale di informazione sull’emergenza terremoto del Comune di San Felice sul Panaro”, in pieno epicentro del terremoto. Riporta molte informazioni e notizie di servizio, oltre che le coordinate bancarie del c/c aperto per aiuti diretti.

E’ nato anche il blog “Insieme X Rovereto“, che ha un sottotitolo davvero eloquente: “Perchè in Emilia ci hanno insegnato ad arrangiarci!”. Rovereto sulla Secchia è una frazione di Novi di Modena, uno dei centri più colpiti dalle scosse di terremoto (e Rovereto è una delle località dove gli aiuti sono arrivati con più difficoltà).

Un altro modo concreto per essere vicini all’Emilia colpita dal terremoto, contribuendo a tenere viva la sua economia, è comprare Parmigiano direttamente da uno dei caseifici che sono rimasti danneggiati, in particolare a seguito della caduta degli scaffali di stagionatura. Un elenco dei caseifici che hanno attivato la vendita diretta si trova su questa pagina Facebook, visibile a tutti, senza necessità di collegarsi a FB.

La community di ScambioCamera ha messo a disposizione il proprio sito web per creare un canale di comunicazione e di contatto tra chi cerca e chi possa offrire ospitalità alle persone delle zone colpite dal terremoto.

ISF – Informatici Senza Frontiere è una Onlus che ha come primo obiettivo quello di utilizzare conoscenze e strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di emarginazione e difficoltà. Per aiutare le popolazioni dell’Emilia, è stato attivato un sito web molto snello, per coordinare gli interventi dei propri volontari sui luoghi del terremoto.

Una pagina riassuntiva delle raccolte fondi attive è presente sul sito web di “Vita“, la rivista del Terzo Settore: “Terremoto/2. La mappa delle raccolte fondi“.

Chiudo questo elenco – parziale e soggetto ad aggiornamenti giornalieri – con una foto che è stata pubblicata il 30 maggio su Twitter da @giannisgarbi, con questo testo:
#cavezzo #terremoto la bandiera tricolore sventola sul nostro campanile… siamo pronti a ripartire… ma aiutateci”.

[Ultimo aggiornamento di questo post: 6 giugno, ore 16:20]

Il Giappone, i rischi nucleari e l’Italia

A tre giorni dal terremoto e dallo tsunami in Giappone, solo ora iniziamo a intuire almeno in parte la gravità del disastro, grazie ai video che arrivano abbondanti in Rete, alle foto e ai reportage dei giornalisti inviati sul posto.

Sappiamo molto meno, purtroppo, sulla reale situazione delle centrali nucleari, danneggiate dallo tsunami e dal mancato funzionamento degli impianti di raffreddamento di emergenza. La preoccupazione, anzi, sembra aumentare col passare dei giorni.

Leggendo le informazioni su Twitter, si ha la netta sensazione che le notizie di fonte ufficiale siano volutamente rassicuranti, e che agli esperti di nucleare sia spesso difficile esprimersi in piena libertà. Nel frattempo, in tutto il mondo, è ripreso il dibattito sull’energia nucleare, la sicurezza e i rischi connessi.

In tutta questa tragedia, colpisce la grande compostezza e la fermezza d’animo del popolo giapponese, ben addestrato da anni e anni di esercitazioni e lontano per cultura dall’abbandonarsi a manifestazioni d’isterismo o disperazione.

Rimane un grande dubbio: siamo davvero in grado di controllare reazioni così potenti, come la fissione nucleare? Possiamo barattare la sicurezza energetica e il mantenimento del nostro modello di vita, che richiede sempre più energia, con i rischi che si corrono quando avvengono catastrofi naturali, come quella del Giappone?

Solo stamattina ho scoperto che l’Italia è un Paese a rischio-tsunami: nel 1908, dopo il devastante terremoto che colpì Messina e Reggio Calabria – terremoto di intensità comunque molto inferiore a quello avvenuto ora in Giappone – le coste di Sicilia e Calabria furono investite da altissime ondate. E, come sostiene nell’intervista Gian Vito Graziano, presidente dell’Ordine nazionale dei geologi, per queste eventualità servono piani di emergenza. Che in Giappone esistono, e sono ben rodati e continuamente proposti alla popolazione. Mentre in Italia, semplicemente, sono una buona intenzione.

Forse, prima di lanciarci in una nuova avventura nucleare, avremmo bisogno di riflettere e di partire proprio da qui: in Italia, la Protezione Civile è perfettamente in grado di far fronte alle emergenze. Mentre manca – perché troppo costosa, da molti punti di vista – una seria cultura della prevenzione.

E’ rimasta famosa una replica di Indro Montanelli a una battuta di Giulio Andreotti. Andreotti disse: “Tanto, poi, in Italia tutto si aggiusta”. Montanelli, di rimando:
“In Italia tutto si arrangia, non si aggiusta”. Che, ne converrete, fa parecchia differenza.

[P.S. Su Twitter il dibattito sul nucleare impazza. Credo quindi che sia corretto esprimere qui, sul mio blog, la mia opinione in modo chiaro.
Sono un vecchio socio di Legambiente, ho votato sì ai referendum del 1987 per abolire il nucleare e credo che in Italia dovremmo investire molti quattrini nello sviluppo delle energie rinnovabili e nel risparmio energetico. Avremmo anche bisogno di una seria politica energetica di medio e lungo periodo, che non consista solo nel rilasciare deleghe in bianco all’ENI.
Infine, credo che dovremmo prendere in seria considerazione un grande rischio: nel nostro Paese, tutte le grandi opere hanno prodotto tangenti, comitati d’affari, conferenze di programma, deroghe alle leggi sulla Valutazione d’Impatto Ambientale e – quel che è davvero intollerabile – grandi appetiti da parte delle mafie, pronte a gettarsi a capofitto sugli inevitabili subappalti. A mio parere, basterebbero questi argomenti – senza neppure scomodare il rischio-sismico o il problema dello smaltimento delle scorie – a sconsigliare la scelta nucleare. Forse, però, questi stessi argomenti spiegano fin troppo bene l’enfasi che oggi circonda l’opzione nucleare in Italia]
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