Il vero valore

Un professore mostra un biglietto da 20 € e chiede ai suoi studenti: “Chi vuole questa banconota?” Tutte le mani si alzano.
Allora comincia a sgualcire la banconota e poi chiede di nuovo: “La volete ancora?” Le mani si alzano di nuovo.
Getta per terra la banconota sgualcita, la pesta con i piedi e chiede: “La volete sempre?” Tutte le mani si rialzano.
Quindi dice: “Avete appena avuto una dimostrazione pratica! Importa poco ciò che faccio con questa banconota: la volete sempre, perché il suo valore non è cambiato. Vale sempre 20 €.
Molte volte nella vostra vita, sarete sgualciti, rigettati dalle persone e dagli avvenimenti. Avrete l’impressione di non valere più niente, ma il vostro valore non sarà cambiato agli occhi delle persone che vi amano davvero. Anche nei giorni in cui sentiamo di valere meno di un centesimo, il nostro vero valore è rimasto lo stesso.”

20euro

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Segnalibri settembrini

Citazione

“Fare le cose utili, dire le cose coraggiose, contemplare le cose belle: ecco quanto basta per la vita di un uomo.” (T.S. Eliot)

Mi tornava in mente poco fa, questo programma per una vita intera. E, d’istinto, mi veniva da aggiungere una postilla: “fare buon uso del tempo che ci è concesso”. Per non trovarci ad avere rimpianti, quando sarà troppo tardi, e per non rinunciare a lasciare una traccia luminosa, non importa quanto lunga.

Una delle gemme di saggezza che più amo, e che mi piace sempre regalare come augurio, recita: “Come un bambino, di’ quel che pensi, fa’ quel che dici, abbi la pace nel cuore.”

Non serve molto di più, il segreto è semplice: “come un bambino”. Con lo stesso senso di stupore e meraviglia, di fronte al mistero della vita.

Chi o cosa siamo noi?

“Una volta un saggio alla domanda “Chi o cosa siamo noi?” rispose così: siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto, siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti!”

[citato in “Almanya – Willkommen di Deutschland”, un film delizioso, che merita davvero di essere visto]

Gemme di saggezza

La mia amica M. sa che faccio collezione di gemme di saggezza, e me ne ha regalate tante tutte assieme: mi è sembrato giusto condividerle sul blog…

Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, che l’ultimo fiume sarà inquinato, che l’ultimo pesce sarà pescato, vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato. (Profezia Cree)

L’uccellino che non lascia il nido non potrà essere dove matura il grano. (Burundi)

Il cammino attraverso la foresta è lungo solo se non si ama la persona che si va a trovare. (Congo)

Chi sa maneggiare un remo, trova sempre posto in una canoa. (Tanzania)

L’uomo non può prendere due sentieri alla volta. (Malì)

Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada. (Sudan)

Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme. (Kenya)

Il sentiero che porta verso le persone amate non ha spine. (Duala)

Il bambino che non è mai uscito di casa pensa che solo sua madre sa fare bene il sugo. (Senegal)

Una freccia, quando è lanciata, non torna indietro. (Uganda)

La lingua e i denti a volte litigano con la bocca, ma ciò non impedisce che continuino a rimanere insieme. (Bantù)

Tratta tutti come se fossero tuoi parenti. (proverbio Navajo)

Sii paziente – Rainer Maria Rilke

Io tendo a farmi sempre un sacco di domande. Spesso, sono lo stimolo per non smettere di cercare. Altre volte, sono fonte di frustrazione, perché “the answer, my friend, is blowing in the wind… the answer is blowing in the wind”, come cantava Bob Dylan.
Mi piace molto questa poesia di Rilke, in cui mi sono imbattuto spesso, e vorrei condividerla con voi.

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Due gemme di saggezza

Ho un vecchio quaderno a righe, le pagine ormai ingiallite, sul quale da molti anni trascrivo citazioni e frasi sagge che incontro lungo la vita. Un po’ a futura memoria, un po’ per poterle condividere con gli amici, magari per accompagnare un regalo.

Stamattina scorrevo il quaderno alla ricerca di una frase, quando me ne son cadute sotto gli occhi altre due, che mi piacciono molto. E ho pensato che potevano starci bene, qui sul blog.

La lentezza non equivale all’incapacità di adottare un ritmo più rapido. Si riconosce dalla volontà di non accelerare i tempi, di non lasciarsi mettere fretta, ma anche di aumentare la nostra capacità di accogliere il mondo e di non dimenticarci di noi stessi strada facendo.
Pierre Sansot, filosofo (citato da Gianni Mura)

Siate figli del vento, gente del cammino, diffidenti verso le sistemazioni, le istituzioni e le regole formulate troppo bene.
Giovanni Vannucci

Buona domenica e buona vita a tutte e tutti voi!

Il diritto al delirio – Eduardo Galeano

Ormai sta nascendo il nuovo millennio. La faccenda non è da prendere troppo sul serio: in fin dei conti, l’anno 2001 dei cristiani è l’anno 1379 dei musulmani, il 5114 dei Maya e il 5762 degli ebrei.

Il nuovo millennio nasce un primo dell’anno per opera e grazia di un capriccio dei senatori dell’impero romano, i quali, un bel giorno, decisero di rompere la tradizione che imponeva di celebrare l’anno nuovo all’inizio della primavera. Il conteggio degli anni dell’era cristiana proviene invece da un altro capriccio: un bel giorno, il papa di Roma risolse di porre una data alla nascita di Gesù, benché nessuno abbia mai saputo quando davvero nacque.
Il tempo si burla dei confini che noi inventiamo per credere che lui ci obbedisca: tuttavia, il mondo intero celebra e teme questa frontiera. Un invito al volo – Millennio che va, Millennio che viene – l’occasione è propizia agli oratori dalla retorica infiammata che disquisiscono sul destino dell’umanità e a quei messaggeri dell’ira di Dio che annunciano la fine del mondo e lo sfascio generale; intanto, il tempo continua, silenzioso, il suo cammino lungo le vie dell’eternità e del mistero.

In verità, non c’è nessuno che sappia resistere: in una data simile, per arbitraria che sia, chiunque sente la tentazione di domandarsi come sarà il tempo che sarà. Abbiamo una sola certezza: nel ventunesimo secolo, se ancora saremo qui, tutti noi saremo gente del passato millennio. E benché non possiamo indovinare il tempo che sarà, possiamo avere almeno il diritto di immaginare come desideriamo che sia.

Nel 1948 e nel 1976, le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare? Che direste se delirassimo per un istante?

Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dalla automobile, non sarà programmata dai calcolatori, né sara’ comprata dal supermercato, né osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, né paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e né per fortuna né per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un’affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché nessuno morirà d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; una donna nera, sarà presidente del Brasile e un’altra donna nera, sarà presidente degli Stati Uniti d’America; una donna india governerà il Guatemala e un’altra il Perù; in Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale, poiché rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria; la Santa Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè, e il sesto comandamento ordinerà di festeggiare il corpo; la Chiesa stessa detterà un altro comandamento dimenticato da Dio: “Amerai la natura in ogni sua forma”; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poiché costoro sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano vissuto, giacché le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla; la perfezione continuerà ad essere il noioso privilegio degli dei; però, in questo mondo semplice e fottuto ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.

Eduardo Galeano

Itaca – Konstantinos Kavafis

Una poesia bellissima e giustamente famosa, che rileggo ogni giorno… sul lato del frigorifero.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Kostantinos Kavafis