I piccoli – Luigi Verdi

Tu, accogli la luce della candela
che i piccoli accendono all’alba e alla sera,
che all’aurora gridano
chiedendo in prestito le tue ali
e trovare riposo.

Tu, accogli la lotta dei piccoli,
la loro ricerca di pace
mille volte sognata e attesa non senza tremore.
Gli anni duri di pazienza e fedeltà
per poter fare della vita una luce.

Tu, ti riveli ai piccoli che fanno
di ogni ombra una freccia di luce,
che si aprono come fiore del mattino.

Io temo uomini e fedi
dei saggi e degli intelligenti,
che non provano neanche un istante
a stare nel presente,
a respirare nel giardino di Dio.

Mi sta a cuore – Luigi Verdi

Mi sta a cuore
chi riconsacra la vita
per cancellare la nostra viltà,
chi fa un piccolo passo per volta
senza sapere la distanza,
chi mantiene gli occhi aperti
nella lunga attesa.

Mi sta a cuore
il tuo soffrire per poter cambiare,
il tuo sforzo per riuscirci e guarire,
il tuo smarrirti per arrivare a capire.

Mi sta a cuore
chi rimane mite oltre le lingue maligne,
lo scherno degli egoisti
e le consuetudini di ogni giorno.

Mi sta a cuore
chi è fedele al poco e al mistero,
a qualunque trama di vita
pazientemente tessuta.

[tratta da “Preghiere a Romena“, di don Luigi Verdi]

Entra – Luigi Verdi

Entra
e snoda i quattro venti
perché mi sciolgano dal fuoco di passione
che mi ha lasciato preda
delle mie conquiste.

Entra
e forza i miei mutismi,
il mio essere trascinato
quando mi rimetto in fila per abitudine
più che per fiducia.

Entra
con i tuoi occhi
spalancati di bambino
che amano le lampade che dondolano
nel cuore degli uomini.

Entra
quando il dolore non vuole sorpassi
e toglimi l’istinto di dare forma,
che io torni a creare
oltre i dubbi dell’esperienza
oltre i dubbi non risolti.

[Questa preghiera è tratta dal nuovo libro di Luigi Verdi, “Preghiere a Romena“, pubblicato dalla casa editrice della Fraternità].

Risorgi – Luigi Verdi

Il mio augurio di Buona Pasqua è questa preghiera di don Luigi Verdi, che faccio mia.

Risorgi, ora che la paura
domina la speranza.

Risorgi e donaci parole coraggiose
e spighe di calore,
affinché questa generazione
spezzi le catene.

Risorgi e donaci pace nei cuori
non più abitati dalla gioia,
tu che ci accogli senza
soffocare il nostro grido.

Risorgi e donaci la pazienza,
unica cura,
quando il male è scaltro.

Risorgi e donaci occhi
lacrimanti di stupore.

Risorgi, silenzioso,
a riempire la casa di luce.

[ Questo testo fa parte della raccolta “Preghiere”, di don Luigi Verdi, pubblicata dalla casa editrice della Fraternità di Romena, http://www.romena.it ]


Male che fa male…

Ho scelto come titolo una bella canzone del grande Alex Baroni, per una notizia davvero brutta, arrivata d’improvviso a metà pomeriggio. Notiziario delle 17:30, apertura con un’ANSA appena battuta: Yara Gambirasio è morta, il corpo è stato ritrovato a pochi chilometri dal suo paese…

Sensazione di gelo e di sconforto, la ragione che entra in campo e dice: “Lo sapevamo, era passato troppo tempo, non poteva essersi salvata”. E tutto il resto. Incluso un grande sgomento, pensando a una ragazzina che non c’è più, alla sua mamma e al suo papà, che mi erano apparsi composti, dignitosi, quando tutte le TV li assediavano. E che ora, poverini, hanno questo grande dolore, questo CRAC che ti spezza dentro. E attorno, uno stormo di microfoni, faretti, telecamere, domande. Di avvoltoi. Di plastici no, quelli speriamo di no.

Un po’ di silenzio, di rispetto per il dolore. Per favore. Se non è chiedere troppo.

Più tardi, mentre ero ancora molto triste, mi tornava in mente una frase di Enzo Baldoni, quel cuore grande andato a morire in Iraq mentre cercava di dare una mano, un po’ giornalista e un po’ crocerossino. Leggevo i suoi pezzi su “Diario”, ho seguito tutta la sua vicenda. E di lui ricordo una frase: “Da un male, nasce un bene”. Dura crederlo, certe volte. Tanto dura…
Mi tornano in mente condanne durissime: “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare.” (Vangelo di Matteo 18,6)

Più tardi, mentre ripensavo a questa bruttissima storia, a tutte le speculazioni che ne nasceranno, al rancore e al livore che stanno già emergendo in diverse persone, mi sono ricordato di un brano. Regalatomi dieci anni fa da un’amica. Che mi commuove sempre, quando lo rileggo. E che forse, proprio per quello, sta su uno scaffale della libreria, bene in vista.

Signore,
non ricordarti soltanto degli uomini
di buona volontà ma anche di quelli cattivi.
Ma non per guardare a tutte le sofferenze
che ci hanno fatto patire,
ricordati piuttosto delle cose buone che quelle
sofferenze hanno fatto nascere in noi:
la fratellanza, la lealtà, l’umiltà,
il coraggio, la generosità,
la grandezza d’animo che ci è cresciuta dentro
per tutto quanto abbiamo sofferto.
E quando quegli uomini verranno
al giudizio finale lascia che i buoni frutti
che da noi sono nati siano il loro perdono.

(preghiera trovata su un pezzo di carta
vicino al corpo di un bambino
nel campo di concentramento di Ravensbruck)

Ciao, Yara. Sono sicuro che il buon Dio ti ha preso in braccio. E che Enzo, Alex e tante persone buone sono lì vicini a te.


Coltiva e custodisci – Luigi Verdi

Una preghiera che è anche una poesia. Di don Luigi (Gigi) Verdi, cuore pulsante di Romena.

Coltiva e custodisci
la tenerezza, che sempre sa cogliere la fragilità di ciò che esiste
e svela la sorprendente freschezza della vita.

Coltiva e custodisci
il coraggio di fare col poco che hai,
estraendo con pazienza, anche dai tuoi fiori più amari,
cera e miele.

Coltiva e custodisci
lo Spirito, la quiete, la forza
e il cammino indicato dal balzo del cuore.

Coltiva e custodisci
l’amore dentro la casa, oltre la prigionia delle cose.
Sia immutabile e forte, vegliata e curata la tua sorgente profonda.

Coltiva e custodisci
la fiducia, quando il dolore ti rende indifeso
come un innamorato.

La tua vita resti una benedizione anche nei momenti
In cui non puoi benedire.

[ Questo testo fa parte della raccolta “Preghiere”, di don Luigi Verdi, pubblicata dalla casa editrice di Romena. Altri dettagli sul sito http://www.romena.it ]