Cretini da caccia – Gino Strada

Letta in ultima pagina sul numero di febbraio di “E – il mensile” di Emergency. La rubrica di Gino Strada si chiama “per inciso”. Non saprei dire meglio, né con più efficacia, perciò trascrivo pari pari (ulteriori informazioni qui).

Gli F-35, aerei da caccia Usa, sono ormai un simbolo in Italia, dove alcuni cretini vogliono acquistarne 131. Spesa prevista (e abbiamo già sperimentato più volte la capacità dei cretini di spendere cinque o dieci volte il previsto) circa 15 miliardi di euro che noi cittadini abbiamo dato allo Stato, tramite le tasse, per “fare il bene dei cittadini”, cioè il nostro.
Il supergoverno bipartisan ha appena deciso tagli alle pensioni e alla sanità e pensa di spendere quei soldi per acquistare 131 velivoli F-35, aerei da caccia. Quei soldi sono proprio quelli che lo Stato e le sue istituzioni hanno appena deciso di togliere dalle nostre tasche per riversarli “nelle casse dello Stato”, che se non ricordo male dovrebbe essere cosa di tutti. Se quei soldi dovevano poi servire ad acquistare 131 aerei da caccia, i “Salvatori dell’Italia” potevano evitare di mettere in campo tutto il proprio know-how bocconiano per escogitare misure innovative come l’aumento del prezzo della benzina e delle sigarette. Niente aerei e niente manovra. Una questione di decenza, se non altro. Non mi sembra il caso di scomodare parole importanti come eguaglianza, giustizia sociale, solidarietà. Non mi aspetto certo che il supertecnogoverno sia davvero “interessato”, coinvolto con passione nel raggiungimento di quei nobili obiettivi.
Basta guardarsi intorno senza censurare nulla, ed è subito evidente che (anche) in Italia sono in aumento i poveri, che le famiglie “fanno fatica”, che uno dopo l’altro i diritti sociali vengono sgretolati.
E’ evidente che ci sono bisogni ingravescenti e sempre più disattesi. Basterebbe questa considerazione per dissuadere ogni persona intelligente, che sia o no un politico, dall’idea di sprecare decine di miliardi di euro per l’acquisto degli F-35. A maggior ragione nella situazione economica attuale.
Invece esiste il rischio che il governo italiano li compri davvero (magari con le rituali “modifiche” dell’accordo). Perché i cretini, come i corrotti, sono molto ben rappresentati nella nostra casta politica.
I cretini, in quanto tali, non si pongono neppure la domanda che un cittadino normale si fa ogni volta acquistando le patate al mercato: a che cosa mi servono? I cretini non riescono a pensare così lontano.
Vorrei poter incontrare tutti i parlamentari che voteranno (posto che la cosuccia venga sottoposta alla approvazione del Parlamento) a favore dell’acquisto dei caccia e regalare a ciascuno di loro una maglietta. Rossa, con uno stormo di F-35 e una grande scritta: “Cccp?”.
Non è un attacco senile di paleocomunismo. E’ semplicemente la domanda che mi verrebbe spontaneo fare a ciascuno di loro: “Che Cazzo Cacciano, Pirla?”.

Annunci

Emergency, E – ilmensile e l’Italia che mi piace

Non mi piace fare pubblicità, e cerco sempre di scrivere di ciò che conosco bene, mai per sentito dire.

Conosco e sostengo Emergency da un sacco di anni, ci lavora un caro amico e mi fa molto piacere constatare quanto sia popolare in Italia. Basti pensare a tutti i festeggiamenti per la liberazione di Francesco Azzarà, il volontario di Emergency che era stato rapito in Sudan.
E’ un peccato, invece, che Emergency sia così conosciuta in giro per il mondo: vuol dire che le vittime civili delle guerre e dei conflitti non diminuiscono affatto, purtroppo.

Meno conosciuto è il suo progetto (realizzato!) di E – il mensile (“per chi è stanco di farsela raccontare” è il suo claim) che a mio parere rappresenta una delle migliori riviste comparse nel 2011: raccogliendo l’eredità di Peacereporter, Maso Notarianni, Gianni Mura e tutto lo staff – almeno in parte, proveniente dall’esperienza di “Diario” – hanno dato vita a un concentrato di notizie, reportage, inchieste, portfolio, rubriche davvero originali e di altissima qualità, all’insegna dei diritti fondamentali: “uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, libertà” (prendo questo elenco dalla loro “short bio” su Twitter).
Grazie al lavoro di tanti redattori, di bravi freelance, ottimi grafici e fotoreporter di vaglia, hanno confezionato un mensile di tutta sostanza, che migliora di mese in mese e che ora ha un gemello online, per dare una gamba telematica al progetto.

Da lettore accanito ed esigente, mi sento di consigliare a ogni persona che ha a cuore i diritti e i valori che ci fanno amare la nostra Costituzione di non mancare l’appuntamento con la rivista, e di visitare spesso il sito web: l’Italia che mi piace (ci piace) è quella dichiaratamente di parte: dalla parte degli esseri umani e della loro dignità.

P.S. Se avete occasione, leggete l’articolo di Gino Strada, “San Raffaele: offro un euro”, in ultima pagina del numero di gennaio. Dice moltissimo dello spirito di Emergency.