Gli occhi sul mare – Angelo Casati (a Carlo Maria Martini)

Riporto anche qui, sul mio blog, questa poesia di don Angelo Casati, dedicata a Carlo Maria Martini. E’ il mio modo di dire grazie a entrambi, per la loro parola, eco di una Parola più grande, come recita il versetto che padre Martini voleva fosse riportato sulla sua tomba: “Lampada ai miei passi la tua parola, luce sul mio cammino” (Salmo 118).

Carlo Maria Martini è stato anche il mio Vescovo: di lui ho moltissimi ricordi grati: per il suo sguardo attento a tutti gli uomini e le donne del suo tempo, per la sua parola accogliente e profonda e per quanto ha saputo trasmettere a tutti – partendo dai giovani – la bellezza e la ricchezza della Parola di Dio.

Omelie, poesie e riflessioni di don Angelo Casati – sacerdote milanese – sono costantemente raccolte sul sito web “Sulla soglia” e fatte circolare tramite l’omonima mailing list, che personalmente considero fonte di costante arricchimento, grazie allo sguardo profondo e tenero di don Angelo, che non smette di regalarci i suoi doni.

GLI OCCHI SUL MARE

al mio vescovo
Carlo Maria Martini

E ora che il tempo
si è fatto breve
e il cuore si consuma
a trattenere la tua immagine
che sembra svanire lontano,
punto rincorso
all’orizzonte estremo,
ora che gli occhi
sono sul mare
come di chi saluta
pur se la vela è scomparsa,
come le pupille dei discepoli
perdute, sul monte,
in un cielo orfano
del volto,
ora so che anche per l’addio
di un pastore di chiese
può ferire e urgere
agli occhi la commozione
e dilatarsi
fino allo spasimare
delle vene dei polsi.
Sei scritto
come sigillo sul cuore
e sul braccio.
Hai amato queste strade
hai pianto
su questa città.
Ci lasci
-ed è testamento-
la lampada della Parola
e il pane del volto.

don Angelo Casati

(Luglio 2002)

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Tenda di Dio – don Angelo Casati

Il mio augurio di Buon Natale è questa poesia di don Angelo Casati: solo la poesia riesce a sfiorare il Mistero e a dire la bellezza.

Tenda di Dio
sua calda dimora
è la carne vivente
dell’uomo, sua immagine.

Asino e bue
siamo tutti, Signore,
muso dietro muso,
a fissare il mistero

Mistero di ruvida
e povera paglia
e giorni senza luce,
droghe senza speranza.

Essere, mio Dio,
asino e bue
col fiato sospeso
a godere il mistero.

Noi siamo, Signore,
il tuo vivente presepe,
siamo la paglia
su cui coricarti ancora.

don Angelo Casati

Essere pensati – don Angelo Casati

Lunedì scorso ho partecipato all’incontro mensile “Romena a Milano”, che viene ospitato presso una sala della Corsia dei Servi e che ha visto ospite per due volte don Angelo Casati, sacerdote e poeta milanese.
Al termine dell’incontro, mi è stato regalato un bellissimo testo di don Angelo sul valore del dono: mi ha talmente colpito, che ho deciso di trascriverlo qui, sul mio blog, per condividerlo con tutte le persone che passeranno di qui.

Essere pensati

Il dono custodisce un volto, al dono hai legato un volto, il volto dell’altro.

E quindi, a ben vedere, il vero dono non è la cosa, ma l’altro, il vero dono della nostra vita sono le persone.

L’aver dimenticato questo per una sorta di ubriacatura del manufatto, della cosa in sé, ci ha portato a inseguire la grandezza delle cose da donare: dobbiamo stupire con le cose.

Più grandi sono, più grande ci sembra essere il dono.

Copriamo i bambini di doni per coprire le nostre assenze.

Il dono al contrario, nel suo significato più vero, ci ricorda l’altro.

Paradossalmente, meno vistoso è il dono, più ci lascia vedere, intravedere il volto: più vistoso è il dono, più forte è il rischio che sia in ombra il volto, in ombra l’emozione di essere stati pensati. Da qualcuno.

Essere pensati è il vero dono, è ciò che ci fa rinascere. Tu mi hai pensato, io ci sono, ci sono per te.

Nel dono ci sentiamo pensati, concepiti, in qualche modo usciamo alla luce.

don Angelo Casati