Vitamia

Capitano, a volte. Quasi a tradimento. Giorni e poi settimane. Densi di emozioni. Pieni, fin da scoppiare. Vita intrecciata, intessuta fitta fitta. Nodi su nodi, ordito e trama. Ma dal rovescio.

Senti benissimo che Qualcuno sta tessendo un enorme arazzo. La navetta corre, il telaio ticchetta rapido. Presto, presto, c’è poco tempo. E corri assieme alla navetta, in un vorticoso intreccio di fili colorati. Una tarantella scatenata, con mastro Vinicio a dare il tempo.

Quando capita, nuoti in apnea. Scalci forte, coi polmoni urlanti che implorano: aria, aria! Luce per ritornare in superficie. Tempo, almeno un po’. Tregua per un cuore che batte affannoso.

Tante volte, in passato, ho maledetto il destino. La Vita e l’Universo. Ho covato e coltivato la mia rabbia. L’ho tenuta stretta, era solo mia.

Il tempo ci cambia. E gli incontri, più ancora. L’Amore ci leviga gli spigoli. Occhietti vispi ci chiedono la perla preziosa, frutto di tante lacrime.

Al diavolo l’ordine. In malora i piani. Sconvolti gli antichi rituali. Di colpo, ci troviamo tra le onde: il passato esce di scena con fragore, il presente è terremotato, ma il futuro ci chiama. A gran voce.

Vitamia. Grazie. Sii benedetta.

Fiorella Mannoia, Che sia benedetta (dal vivo)

Promemoria

Regalarsi ogni giorno un po’ di bellezza.
Coltivare relazioni nutrienti per la nostra anima.
Mettere sempre amore in ciò che facciamo.
Lasciar andare le negatività in cui ci siamo imbattuti.
Accogliere la Vita come un’avventura meravigliosa.
Osare il nuovo, guardando il mondo con occhi bambini.
Impegnarsi a lasciare una traccia luminosa dietro di noi.

Perché la Vita è una collana fatta di migliaia di giorni. Ciascuno, unico e irripetibile.
Proprio come ciascuno di noi: un pensiero unico e irripetibile che Dio non rifarà più, come diceva padre Giovanni Vannucci.

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Amore: cio’ che resta

In questo mondo di matti

DIstrazione

Oggi, ho iniziato la giornata riascoltando l’omelia della notte di Natale di don Luigi Verdi.

Mi colpivano tanti accenti, perché Gigi sa davvero leggere il cuore delle persone. Un pensiero, più di altri: “Io, in questo mondo di matti, salverei solo due cose: i bambini e gli innamorati. Il resto si fa pietà tutti, ma i bambini e gli innamorati li salverei“.

Perché ci si affanna tutti, si vive da matti, si mastica e si sputa. Si continua a camminare e a sperare. E alla fine, solo l’Amore resta: i mille fili annodati, gli incontri, le relazioni, i momenti che ci hanno segnati, i sogni condivisi. L’amore ricevuto e quello donato.

Buon 2015, auguri di amore

Auguri per un 2015 ricco di gioie piccole e grandi, incontri nutrienti, volti amici.

Con lo stupore dei bambini, il coraggio dei pionieri, la felicità degli innamorati, lo slancio sconsiderato dei visionari, la pazienza dei contadini, il sogno bimbo tenerodei poeti.

Che ogni giorno sia una perla preziosa, una lezione imparata, un po’ di amore donato.

Perché ogni anno è un altro pezzetto di apprendistato nella difficile arte d’imparare ad amare.

Ci impegniamo – don Primo Mazzolari

Ci impegniamo noi e non gli altri
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto né chi sta in basso,
né chi crede né chi non crede.

Ci impegniamo
senza pretendere che altri s’impegnino,
con noi o per suo conto,
come noi o in altro modo.

Ci impegniamo
senza giudicare chi non s’impegna,
senza accusare chi non s’impegna,
senza condannare chi non s’impegna,
senza disimpegnarci perche altri non s’impegna.

Ci impegniamo
perche non potremmo non impegnarci.
C’è qualcuno o qualche cosa in noi,
un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia,
più forte di noi stessi.

Ci impegniamo
per trovare un senso alla vita,
a questa vita, alla nostra vita,
una ragione che non sia una delle tante ragioni,
che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.

Si vive una sola volta
e non vogliamo essere “giocati”.
in nome di nessun piccolo interesse.

Non ci interessa la carriera,
non ci interessa il denaro,
non ci interessa la donna o l’uomo
se presentati come sesso soltanto,
non ci interessa il successo né di noi né delle nostre idee,
non ci interessa passare alla storia.

Ci interessa di perderci
per qualche cosa o per qualcuno
che rimarrà anche dopo che noi saremo passati
e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci.

Ci impegniamo
a portare un destino eterno nel tempo,
a sentirci responsabili di tutto e di tutti,
ad avviarci, sia pure attraverso un lungo errare,
verso l’amore.

Ci impegniamo
non per riordinare il mondo,
non per rifarlo su misura, ma per amarlo;
per amare
anche quello che non possiamo accettare,
anche quello che non è amabile,
anche quello che pare rifiutarsi all’amore,
poiche dietro ogni volto e sotto ogni cuore
c’è, insieme a una grande sete d’amore,
il volto e il cuore dell’amore.

Ci impegniamo
perché noi crediamo all’amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta per impegnarci perpetuamente.

(don Primo Mazzolari)

Famiglie in cammino (da http://www.carlolazzeroni-blog.it)

Io non so – Rabindranath Tagore

Io so
questa vita è piena
di gioie e dolori,
di risa e di pianto.

Io non so
perché tutto questo;
quali saranno i frutti
del susseguirsi laborioso
di tutto l’universo.

Io non so
che avverrà poi
in questo mondo tanto oscuro…
se avrà o non avrà fine
il dolore dell’universo,
se le stesse speranze
dell’assetato di giustizia
saranno o meno appagate.

Io non domando
ai dotti di conoscere
il mistero della vita,
né pretendo di sciogliere da solo
i nodi che legano l’universo.

Io credo d’essere
legato ad un solo destino
assieme a miriadi di vite;
mi consegno perdutamente all’amore
che conduce il mondo.

(Rabindranath Tagore)

(foto di Maria Laura Caselli)

Alba sul mare (foto di Maria Laura Caselli)

Il vero valore

Un professore mostra un biglietto da 20 € e chiede ai suoi studenti: “Chi vuole questa banconota?” Tutte le mani si alzano.
Allora comincia a sgualcire la banconota e poi chiede di nuovo: “La volete ancora?” Le mani si alzano di nuovo.
Getta per terra la banconota sgualcita, la pesta con i piedi e chiede: “La volete sempre?” Tutte le mani si rialzano.
Quindi dice: “Avete appena avuto una dimostrazione pratica! Importa poco ciò che faccio con questa banconota: la volete sempre, perché il suo valore non è cambiato. Vale sempre 20 €.
Molte volte nella vostra vita, sarete sgualciti, rigettati dalle persone e dagli avvenimenti. Avrete l’impressione di non valere più niente, ma il vostro valore non sarà cambiato agli occhi delle persone che vi amano davvero. Anche nei giorni in cui sentiamo di valere meno di un centesimo, il nostro vero valore è rimasto lo stesso.”

20euro

Un appunto sull’imperfezione

Mi è capitato sott’occhio un pensiero folgorante di Gigi Verdi, della Fraternità di Romena, che riporto qui:

“Noi sciupiamo l’amore per paura e per attaccamento…
abbiamo dolori isterici senza equilibrio…
ma perdonare è imparare ad amare le imperfezioni”
(Don Luigi Verdi, 7 aprile 2013)

Allora, ho provato a scrivere un appunto a margine, quasi una piccola chiosa, come promemoria per i momenti difficili:

Alla fin fine, vorremmo tutti essere felici. Almeno un po’, e il più spesso possibile.
E ci troviamo a vivere in un mondo dominato dalla paura e dallo stress, dove “è di successo” chi corre, chi è prestante, chi supera costantemente le attese…

Non è strano che tante persone vivano male, non riescano ad accettarsi, abbiano un brutto rapporto con sé stesse, e qualche volta pure con gli altri.

Qualche tempo fa, ho conosciuto una persona saggia, che suggerisce di iniziare la giornata guardandosi allo specchio e dicendosi con convinzione: “Io sono una persona unica, e meravigliosa”. Troppo spesso ce ne dimentichiamo, e finiamo per dare ascolto al Ministro della Paura e al Manager della Perfezione: che GRANDE peccato…

Romena - Pasqua 2011

Buon Natale!

Trascrivo anche qui, sul mio blog, gli auguri che ho inviato a tanti amici, vecchi e nuovi.

Vi auguro tempo per le persone che amate, sorrisi larghi e aperti da donare agli sconosciuti, abbracci da orsi per stringere gli amici più cari, tenerezze inattese per chi sta perdendo la speranza.

Vi auguro che il Natale non sia uno stanco rito o una festa del cibo e dei sensi. Che il nuovo anno ci veda pronti a rischiare in prima persona per una buona causa, solidali al fianco di chi è colpito nella propria dignità, capaci di confortare chi non sa più come andare avanti.

Alla fine, io credo, da questi tempi segnati dall’ansia, dalla precarietà, dalla paura usciremo solo assieme. Pensando e agendo col “noi”. Riscoprendo valori antichi, come l’autenticità e la solidarietà. E declinandoli in forme nuove. Lasciando gli adoratori del Dio Mercato al loro triste destino contabile e riprendendo contatto con la terra, con la bellezza, con la gratuità. Col gusto delle cose lente, fatte bene, condivise. Che sanno di buono.

Ecco, per me Natale vorrebbe essere anche questo: trovare il tempo. Lasciare andare i tanti, troppi stimoli che reclamano brandelli della nostra attenzione. E ricercare profondità negli sguardi, leggerezza nel bagaglio di (pre)occupazioni, tenerezza nelle azioni e nei gesti. Provare, per quanto possibile, a essere una piccola oasi nel deserto della vita, per tutte le persone assetate di amore che incontreremo.

Tra i molti auguri che ho ricevuto, poi, ce n’è uno che mi è piaciuto in modo particolare, e ne sono davvero grato ai miei amici Simona e Andrea: mi fa piacere trascriverlo qui e condividerlo con tutte le persone che sosteranno su queste pagine per qualche tempo, perché dice tutta la tenerezza e la poesia che mi stanno (ci stanno) a cuore.

Dio si nasconde nel piccolo pugno serrato dei neonati,
nell’acqua che si beve e nei sorrisi scambiati da due passanti.

(Christian Bobin)

Icona Natale

Nuovo

Oggi festeggio 46 anni. A conti fatti, 16.803 giorni di vita.

Anche oggi è un giorno nuovo di zecca, un dono meraviglioso, un’altra perla da infilare in una collana già molto lunga.

E forse, il miglior augurio per ogni giorno è quello che ritrovo ogni mattina nelle Lodi di Romena: “Che non sia un giorno sterile, ma consumato”. Un giorno per metterci amore.

Perché almeno una cosa credo di averla capita: ha ragione l’Abbé Pierre: “La vita è un minuzzolo di tempo concesso alla nostra libertà per imparare ad amare.”

Buoni giorni, e buona vita a te che passi di qua. E l’augurio migliore è quello del grande Gianmaria Testa.