Trema, suda, brucia

Ripubblico sul mio blog questo bel post di Luca (@AsinoMorto). Sperando che possa far riflettere sui danni della ludopatia, della tentazione irresistibile a mettere in continuazione euro nelle “macchinette da bar”. Mi ricordo bene i juke-box: quelli regalavano qualche minuto di musica e di allegria per 50 lire, oggi le slot da bar regalano disperazione.

lpado.blog

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell’anima e nel cuore.

Brucia. Ancora una volta, una volta sola. Stavolta mi sistemo, me lo sento, le scarpe del bimbo possono aspettare, crescono i bimbi, me lo dicevano che le scarpe, ma possono aspettare. Appena vinco compro tutto il negozio, scarpe d’oro e alla madre, merda ma dai ho perso anche questa volta, ci sono andato vicino però domani riprovo domani.

Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.

Trema, brucia. Ancora una volta, questa volta è la volta buona, lo pagherò domani oggi non rispondo al telefono lo pagherò che oggi vinco quello stronzo avanti fortuna del cazzo che non ho mai vinto niente ma oggi il vento gira me lo sento è andata male la sfiga la odio la sfiga. Dio, no, no, no.

Io che…

View original post 355 altre parole

Solidarietà con i terremotati dell’Emilia

Cosa sia accaduto, e stia ancora accadendo, in Emilia-Romagna dalla notte di domenica 20 maggio in avanti è noto a tutti: una lunga e rovinosa sequenza di scosse di terremoto, in una zona di pianura che si riteneva a basso rischio sismico (mentre si scopre oggi che nel 1570-74 la zona attorno a Ferrara tremò per duemila volte). Il bilancio di morti, feriti e sfollati continua ad aggiornarsi, e le stime dei danni materiali sono ingentissime.

L’Italia intera si sta mobilitando, a partire dai volontari della Protezione Civile, fino ai semplici cittadini che donano tende, prestano camper, si rendono disponibili, o semplicemente inviano un sms al 45500 (donando 2 € alla Protezione Civile).

Ho pensato di riportare in questo post “di servizio” gli estremi di alcune delle raccolte-fondi in atto, cominciando da quelle promosse dalla Caritas, che conosco e stimo da moltissimi anni per l’impegno e la bontà dei suoi interventi, e proseguendo con altri enti benemeriti, perché ciascuno di noi ha i propri canali privilegiati, secondo preferenze e fiducia.

A chi vorrà segnalare altre raccolte e altri enti, prometto di aggiornare questo post; chiedo soltanto di indicare – nella mail o nel commento – il link a un sito internet, che mi permetta di verificare l’esattezza degli estremi.

In questa fase, a metà tra emergenza e primi tentativi di ripresa, merita frequenti visite il sito internet VolontariaMO & TERREMOTO, a cura del Centro di Servizio per il Volontariato di Modena, che contiene moltissime informazioni e notizie – sempre in aggiornamento – sulle necessità, i modi e i canali utili per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Segnalo in modo particolare le sezioni “Richieste e beni” e “Notizie“, sempre aggiornate, e la pagina per le donazioni online a favore della rete del Terzo Settore modenese.

Inoltre, il sito del quotidiano “La Gazzetta di Modena” raccoglie moltissime segnalazioni e informazioni, ad esempio in questa pagina: “Scuole, negozi, messe: la mappa dei servizi“, che riporta anche gli estremi di molti c/c, aperti dai singoli Comuni, consigliati a chi voglia effettuare una donazione diretta e senza intermediari.

Ecco un primo elenco di raccolte-fondi attive:

Per aiutare la Caritas Italiana nel suo impegno nei confronti degli sfollati si possono inviare offerte tramite c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Terremoto Nord Italia 2012“, oppure con bonifico bancario su uno di questi c/c (con analoga causale):
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma. IBAN: IT 29 U 05018 03200 000000011113 UniCredit, via Taranto 49, Roma. IBAN: IT 88 U 02008 05206 000011063119
Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma. IBAN: IT 06 A 03359 01600 100000012474
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma. IBAN: IT 95 M 03069 05098 100000005384
E’ possibile inoltre fare offerte mediante carta di credito (VISA e MasterCard) telefonando al n. 06-66177001, in orario di ufficio

Anche la Diocesi di Bologna ha attivato una raccolta fondi tramite Caritas: si può contribuire con un versamento sul c/c postale n. 838409 oppure con un bonifico bancario presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna intestato a “Arcidiocesi di Bologna“,
IBAN: IT 27 Y 05387 02400 000000000555. Causale “Terremoto in Emilia-Romagna“.

Per l’Arcidiocesi di Modena-Nonantola diversi i conti correnti attivati (per tutti la causale è “Emergenza terremoto Emilia“):
Conto corrente intestato a “Arcidiocesi di Modena-Nonantola – Caritas diocesana Corso Duomo 34 41121 Modena“, IBAN: IT 25 X 05034 12900 000000004682 presso Banco Popolare Società Cooperativa srl sede Modena.
IBAN: IT 35 Z 02008 12930 000003106219 presso Unicredit Banca sede Modena.
IBAN: IT 89 B 05387 12900 000000030436 presso Banca Popolare dell’Emilia Romagna sede Modena.
IBAN: IT 72 X 05018 02400 000000503060 presso Banca Etica – Filiale di Bologna.
Versamenti anche su Banco Posta, conto corrente n. 17329418, intestato a “Curia Arcivescovile di Modena Corso Duomo 34 41121 Modena”, IBAN: IT 61 M 07601 12900 000017329418.

Per la Diocesi di Carpi invece i conti correnti sono tre, tutti intestati a: “Diocesi di Carpi“, e la causale da indicare è: “Emergenza terremoto 2012“:
Unicredit, IBAN: IT 09 V 02008 23307 000028478401. ,
Banco di San Geminiano e San Prospero, IBAN: IT83 Z 05034 23300 000000023005
Banca Popolare dell’Emilia Romagna, IBAN: IT36 Y 05387 23300 000001466626

Anche la Provincia di Modena ha attivato un conto corrente per raccogliere risorse da devolvere alle persone colpite dal terremoto, con questi estremi:
intestazione “Provincia di Modena Interventi di solidarietà“, IBAN IT 52 M 02008 12930 000003398693, causale “terremoto maggio 2012“.

La Regione Emilia-Romagna ha aperto sul suo portale la pagina “Terremoto: come aiutare“, con diverse informazioni e notizie utili per chi volesse dare una mano. I versamenti possono essere effettuati su questi conti correnti, indicando la causale: “Contributo per il terremoto 2012 in Emilia-Romagna“:
c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna – Presidente della Giunta Regionale – Viale Aldo Moro, 52 – 40127 Bologna;
bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza – Bologna, intestato a Regione Emilia-Romagna, IBAN: IT42 I 02008 02450 000003010203
Sul portale della Regione, è presente inoltre un elenco delle iniziative di sostegno in corso.

Il quotidiano “La Stampa“, tramite la sua benemerita rubrica “Specchio dei tempi“, ha attivato una raccolta-fondi. Questi gli estremi: IBAN: IT10 V 03069 01000 100000120118 causale: “fondo 587 terremotati dell’Emilia“.

Il Corriere della Sera e Tg La7 rinnovano la raccolta di fondi “Un aiuto subito” per le popolazioni colpite dal terremoto a seguito delle scosse di oggi. I versamenti si possono effettuare al c/c IT73 L 03069 05061 100000000671. «Un aiuto subito. Terremoto in Emilia» presso Intesa Sanpaolo, viale Lina Cavalieri, 236 – 00139 Roma.

Banca Etica ha stanziato un plafond di 5 milioni di euro per le prime richieste di ristrutturazione, ricostruzione o acquisto di immobili per la prima casa o per le attività delle imprese sociali. Inoltre, per le Organizzazioni di Volontariato che attivano raccolte di fondi a favore delle popolazioni terremotate, Banca Etica prevede inoltre per le attività di raccolta l’azzeramento del canone e operazioni illimitate. Anche i clienti di Banca Etica che eseguiranno donazioni per i soccorsi post-sisma non avranno spese addebitate.

Federcasse, la federazione delle Bance di Credito Cooperativo, ha attivato un pacchetto di misure a favore delle persone e delle aziende nelle località terremotate. E’ attivo a livello nazionale il c/c presso Iccrea Banca – intestato a Federcasse – con la causale “Emergenza terremoto in EmiliaIBAN IT05 R 08000 03200 000800032001

Mani Tese, a sua volta, ha aperto “Il Cantiere” di Finale Emilia ai terremotati e ha promosso una raccolta-fondi a favore dei minori. Ecco gli estremi: conto corrente attivo presso Banca popolare dell’Emilia Romagna, IBAN: IT51 X 05387 66730 000002060060. Per donazioni e informazioni: Numero Verde: 800 552 456, e-mail: perlemilia@manitese.it

Un altro sito internet che merita di essere segnalato è San Felice, vogliamo ripartire, “Sito ufficiale di informazione sull’emergenza terremoto del Comune di San Felice sul Panaro”, in pieno epicentro del terremoto. Riporta molte informazioni e notizie di servizio, oltre che le coordinate bancarie del c/c aperto per aiuti diretti.

E’ nato anche il blog “Insieme X Rovereto“, che ha un sottotitolo davvero eloquente: “Perchè in Emilia ci hanno insegnato ad arrangiarci!”. Rovereto sulla Secchia è una frazione di Novi di Modena, uno dei centri più colpiti dalle scosse di terremoto (e Rovereto è una delle località dove gli aiuti sono arrivati con più difficoltà).

Un altro modo concreto per essere vicini all’Emilia colpita dal terremoto, contribuendo a tenere viva la sua economia, è comprare Parmigiano direttamente da uno dei caseifici che sono rimasti danneggiati, in particolare a seguito della caduta degli scaffali di stagionatura. Un elenco dei caseifici che hanno attivato la vendita diretta si trova su questa pagina Facebook, visibile a tutti, senza necessità di collegarsi a FB.

La community di ScambioCamera ha messo a disposizione il proprio sito web per creare un canale di comunicazione e di contatto tra chi cerca e chi possa offrire ospitalità alle persone delle zone colpite dal terremoto.

ISF – Informatici Senza Frontiere è una Onlus che ha come primo obiettivo quello di utilizzare conoscenze e strumenti informatici per portare un aiuto concreto a chi vive situazioni di emarginazione e difficoltà. Per aiutare le popolazioni dell’Emilia, è stato attivato un sito web molto snello, per coordinare gli interventi dei propri volontari sui luoghi del terremoto.

Una pagina riassuntiva delle raccolte fondi attive è presente sul sito web di “Vita“, la rivista del Terzo Settore: “Terremoto/2. La mappa delle raccolte fondi“.

Chiudo questo elenco – parziale e soggetto ad aggiornamenti giornalieri – con una foto che è stata pubblicata il 30 maggio su Twitter da @giannisgarbi, con questo testo:
#cavezzo #terremoto la bandiera tricolore sventola sul nostro campanile… siamo pronti a ripartire… ma aiutateci”.

[Ultimo aggiornamento di questo post: 6 giugno, ore 16:20]

Lo spreco intollerabile

La notizia è di ieri: il Governo Monti ha invitato tutti i cittadini italiani a esprimere la propria opinione sulle spese pubbliche che rappresentano uno spreco, e vanno tagliate in tempi di crisi. Si tratta quindi di partecipare alla “spending review” dando suggerimenti e segnalando sprechi.

Questi tagli sono necessari e fanno parte dei vincoli imposti dal fiscal compact dell’Unione Europea: il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell’unione economica e monetaria, firmato a marzo da 25 stati dell’Unione.

Tutti sappiamo che nella Pubblica Amministrazione esistono moltissimi sprechi, e che la spesa pubblica – al netto degli stipendi per i dipendenti – può e deve essere razionalizzata. Del resto, moltissime famiglie italiane stanno “tirando la cinghia” ed eliminando tutti gli sprechi, e ha senso che lo Stato faccia la stessa cosa.

Purtroppo, quando si leggono commenti come quello di don Vinicio Albanesi, che denunciano l’assoluta mancanza di risorse per il sociale (anziani, minori, disabili: tutto il settore del welfare, per dirla con un altro termine inglese) iniziano a cadere le braccia: in Italia, si sa, la famiglia è forse il primo ammortizzatore sociale, e il secondo è il mondo del volontariato, ma occorre che ognuno faccia la sua parte, e che lo Stato non arrivi ad azzerare le risorse per settori di bilancio fondamentali nei confronti dei cittadini più deboli.

Se poi si ha occasione di leggere l’opinione di persone competenti, come il professor Gustavo Piga – docente di economia politica all’Università di Roma Tor Vergata ed ex-presidente della Consip, la “centrale-acquisti” della Pubblica Amministrazione – lo sconforto aumenta. Si comprende benissimo – anche da profani – che le politiche di austerità e di rigore non possono bastare, né hanno chances di “far ripartire l’economia”, ma soprattutto hanno l’effetto certo di privare moltissime persone – giovani in primis – delle migliori chances per esprimersi e per mettere a frutto le proprie capacità. Opinione che è stata rafforzata, giusto ieri, dal Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz, come ben sintetizzato dal professor Piga, che mi sento di ringraziare per la sua esemplare chiarezza.

Qualcosa, dunque, sembra non quadrare: una politica di tagli, rigore, austerità sembra una cura da cavallo, somministrata a un ammalato debolissimo. Una dieta stretta per un paziente denutrito e quasi immobilizzato a letto.

In tutto questo, però, c’è uno spreco che personalmente trovo davvero intollerabile. Riguarda la partecipazione italiana al programma “Joint Strike Fighter”: una novantina di aerei da guerra F-35 – tecnicamente si tratta di “cacciabombardieri multiruolo” – in grado di trasportare anche ordigni nucleari.
Ognuno di questi aerei costa quanto l’indennità di disoccupazione per 17.000 lavoratori (e lavoratrici) precari e il solo sistema ottico di puntamento – indispensabile in un cacciabombardiere – equivale al costo della raccolta differenziata in un comune di 100.000 abitanti, per cinque anni.
Si stima che l’acquisto di 90 cacciabombardieri F-35 costi almeno 10 miliardi di euro, ma la cifra è sicuramente approssimata per difetto, perché non tiene conto dei costi di manutenzione, e dei rincari quasi certi da parte dell’azienda produttrice, la statunitense Lockheed Martin. Come è stato chiarito più volte – anche durante le audizioni in Parlamento – non è ancora stato firmato alcun contratto, e il nostro Paese potrebbe ancora tirarsi indietro, risparmiando molto più dell’importo della Spending Review, stimato in 4,2 miliardi in 7 mesi, equivalenti a 7,2 miliardi su base annua.

Di questi tempi, credo che ogni cittadino italiano vorrebbe che la spesa pubblica riguardasse i servizi essenziali, irrinunciabili per la collettività, come quelli di cui parla don Vinicio Albanesi. Gli aerei da guerra portano morte, e non contribuiscono in alcun modo a migliorare il benessere del nostro Paese, ma anzi distolgono risorse essenziali da altri settori: scuola, sanità, forze dell’ordine, politiche sociali, assistenza ai cittadini più deboli.

Il Governo Monti ha chiesto l’opinione di tutti i cittadini italiani, per avere indicazioni sulle spese da tagliare: io ho seguito il consiglio della Rete Italiana contro il disarmo e ho scritto al Governo Italiano. Spero davvero che tantissime altre persone – che hanno a cuore i problemi economici dello Stato e il bene comune del popolo italiano – facciano altrettanto.

Femminicidio: la strage silenziosa

Quello di Vanessa Scialfa è solo l’ultimo episodio di omicidio di una donna da parte di un uomo che la conosceva bene (marito, ex-marito, fidanzato, ex-fidanzato, amante, … ). Si chiama femminicidio ed è ormai una piaga sociale.

Ne leggo ogni mese nella rubrica “Casa dolce casa” di E – il mensile, compilata con la preziosa collaborazione della Casa delle donne per non subire violenza, di Bologna. Il copione spesso si ripete: lui non accetta di essere stato lasciato, è geloso alla follia del nuovo compagno, non sopporta più una malattia di lei, o la situazione familiare, o l’affidamento dei figli. Spesso uccide e poi si uccide. Altre volte, uccide e poi si costituisce. Quasi mai si dichiara pentito.

Di sicuro, colpisce molto venire a sapere che la violenza è la prima causa di morte in Europa per le donne, nella fascia di età tra i 16 e i 44 anni. Colpisce perché non parliamo di paesi o di costumi “arretrati”. No, parliamo della civilissima Europa, cuore del mondo e del pensiero occidentale. Parliamo anche dell’Italia, un Paese nel quale il cosiddetto “delitto d’onore” è stato abolito solo nel 1981, trent’anni fa.

Ecco, sarebbe ora di dire BASTA! Sarebbe ora di dirsi che oggi, anno 2012, abbiamo tutti gli strumenti, le possibilità, e soprattutto il dovere di ripensare ai rapporti tra uomo e donna. Di ridare senso alle frasi dei nostri vecchi, “le donne non si toccano nemmeno con un fiore”, e assieme di fare un passo avanti. Lavorando, tutte e tutti assieme, per costruire una parità reale. Mettendo da parte tutti gli stereotipi ormai logori sugli “angeli del focolare”. Esigendo che il linguaggio della comunicazione – a partire da quello della pubblicità – smetta di mercificare il corpo delle donne. Spingendo per un cambiamento culturale a tutti i livelli, a partire dalla Chiesa cattolica (consiglio vivamente la lettura di “Ave Mary“, di Michela Murgia, per farsi un’idea di quanti stereotipi siano stati alimentati da una lettura distorta delle Scritture da parte di ecclesiastici maschi). E, soprattutto, promuovendo un cambiamento culturale che parta dai più giovani, che sono molto più consapevoli e attenti alle tematiche di genere rispetto alle generazioni che li hanno preceduti.

Un tema come il femminicidio, però, esige un punto di vista femminile. Vi invito allora a leggere un bel post di Sabrina Ancarola, sempre attivissima nel sostenere le buone cause.

Sarà un lavoro molto lungo e faticoso questo cambiamento. Per noi uomini, sarà soprattutto un lavoro su noi stessi. Ne vale la pena, lo dobbiamo a Vanessa e a tutte le vittime innocenti della violenza al maschile.

P.S. Segnalo che il movimento “Se non ora quando” ha lanciato l’appello “Mai più complici”, contro la violenza nei confronti delle donne. E’ possibile aderire sul sito internet Petizione Pubblica.

Rossella Urru: we care

Rossella Urru è una giovane donna italiana, che come tante persone fa la cooperante: è la coordinatrice nei campi dei Rifugiati Saharawi dei progetti della ONG CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli). Qui sono spiegate in dettaglio le attività svolte da Rossella e dal CISP nel Sud-Est dell’Algeria.

Rossella è stata rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorsi, più di quattro mesi fa. Da allora, sono arrivate notizie, si è avuta conferma che è viva e in buona salute, le autorità italiane – Ministero degli Esteri in primis – assicurano che si sta lavorando per la sua liberazione. Non abbiamo motivo di dubitarne, e il recente passato racconta di molti altri casi di rapimenti, risolti con successo. Non sempre, purtroppo, ma tutti speriamo per il meglio.

Su Internet, è nata l’iniziativa di un blogging day collettivo per il 29 febbraio: qui ne trovate un censimento (grazie di cuore a Sabrina Ancarola, che si è prodigata per raccogliere adesioni!).

Diverse persone, ben addentro alle cose, ci dicono che non è il caso di fare troppo chiasso attorno a questa vicenda. Meglio lasciar lavorare in silenzio “chi di dovere”. L’eccesso di attenzione mediatica favorisce i rapitori di Rossella, magari spingendoli ad alzare il prezzo del riscatto. La Rete, insomma, dà voce alla buona volontà di tante persone, che però corrono il rischio della dabbenaggine, pur se in assoluta buonafede.

Capisco il senso di questi richiami e li rispetto. Personalmente, la penso come l’amico blogger Luca, @AsinoMorto, in un suo bellissimo post che condivido appieno e che mi ha davvero emozionato, leggendolo.
Come don Milani, mi sento solo di aggiungere: “I care”: m’importa di Rossella, mi sta a cuore la sua liberazione e quella di tutte le persone rapite. Ha un senso l’azione paziente degli addetti ai lavori, ma ha un senso pure il fremito di tanti cuori, che non si rassegnano al silenzio e al tempo che passa. Come per Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency rapito e poi rilasciato nei mesi scorsi in Sudan, vogliamo poter festeggiare prestissimo il ritorno a casa di Rossella.

Cretini da caccia – Gino Strada

Letta in ultima pagina sul numero di febbraio di “E – il mensile” di Emergency. La rubrica di Gino Strada si chiama “per inciso”. Non saprei dire meglio, né con più efficacia, perciò trascrivo pari pari (ulteriori informazioni qui).

Gli F-35, aerei da caccia Usa, sono ormai un simbolo in Italia, dove alcuni cretini vogliono acquistarne 131. Spesa prevista (e abbiamo già sperimentato più volte la capacità dei cretini di spendere cinque o dieci volte il previsto) circa 15 miliardi di euro che noi cittadini abbiamo dato allo Stato, tramite le tasse, per “fare il bene dei cittadini”, cioè il nostro.
Il supergoverno bipartisan ha appena deciso tagli alle pensioni e alla sanità e pensa di spendere quei soldi per acquistare 131 velivoli F-35, aerei da caccia. Quei soldi sono proprio quelli che lo Stato e le sue istituzioni hanno appena deciso di togliere dalle nostre tasche per riversarli “nelle casse dello Stato”, che se non ricordo male dovrebbe essere cosa di tutti. Se quei soldi dovevano poi servire ad acquistare 131 aerei da caccia, i “Salvatori dell’Italia” potevano evitare di mettere in campo tutto il proprio know-how bocconiano per escogitare misure innovative come l’aumento del prezzo della benzina e delle sigarette. Niente aerei e niente manovra. Una questione di decenza, se non altro. Non mi sembra il caso di scomodare parole importanti come eguaglianza, giustizia sociale, solidarietà. Non mi aspetto certo che il supertecnogoverno sia davvero “interessato”, coinvolto con passione nel raggiungimento di quei nobili obiettivi.
Basta guardarsi intorno senza censurare nulla, ed è subito evidente che (anche) in Italia sono in aumento i poveri, che le famiglie “fanno fatica”, che uno dopo l’altro i diritti sociali vengono sgretolati.
E’ evidente che ci sono bisogni ingravescenti e sempre più disattesi. Basterebbe questa considerazione per dissuadere ogni persona intelligente, che sia o no un politico, dall’idea di sprecare decine di miliardi di euro per l’acquisto degli F-35. A maggior ragione nella situazione economica attuale.
Invece esiste il rischio che il governo italiano li compri davvero (magari con le rituali “modifiche” dell’accordo). Perché i cretini, come i corrotti, sono molto ben rappresentati nella nostra casta politica.
I cretini, in quanto tali, non si pongono neppure la domanda che un cittadino normale si fa ogni volta acquistando le patate al mercato: a che cosa mi servono? I cretini non riescono a pensare così lontano.
Vorrei poter incontrare tutti i parlamentari che voteranno (posto che la cosuccia venga sottoposta alla approvazione del Parlamento) a favore dell’acquisto dei caccia e regalare a ciascuno di loro una maglietta. Rossa, con uno stormo di F-35 e una grande scritta: “Cccp?”.
Non è un attacco senile di paleocomunismo. E’ semplicemente la domanda che mi verrebbe spontaneo fare a ciascuno di loro: “Che Cazzo Cacciano, Pirla?”.

Milano merita un sindaco perbene

Io vivo nella Grande Milano, in uno dei tanti paesoni dell’hinterland che stanno pian piano facendo corpo unico con la città. Come tantissime persone, sono un pendolare e vivo moltissimo Milano e i servizi che offre.

Se potessi votare per il Sindaco di Milano, non avrei dubbi. Per spiegare i motivi, prendo a prestito le parole di Dino Amenduni, che ha scritto un commento sul Fatto Quotidiano il 17 maggio, all’indomani delle elezioni:

Proprio mentre tutti insistono sul valore nazionale del risultato, io dirò qualcosa di completamente differente. Il 48% di Giuliano Pisapia è per grandissima parte merito suo. Sta emergendo con forza uno stile di leadership, un modo di stare nella politica, nelle relazioni coi partiti, con i cittadini, con le imprese, con le associazioni, che va oltre le campagne elettorali, la sfida contro la Moratti, la sinistra contro la destra, gli sponsor politici, l’origine della candidatura. A me Pisapia ricorda Romano Prodi. Perennemente sottovalutato dagli avversari, talvolta schernito perché diverso, distante dai modi roboanti ed eccessivi della politica-pop, eppure di successo, sia nella politica che nella professione.  […]
Pisapia è semplicemente un uomo di sinistra, fiero delle sue origini e non per questo incapace di dialogare. Dargli dell’estremista è una stupidaggine, una falsità, un incongruenza e lo è con o senza falsi dossier. Non è una mia opinione: il dato elettorale dice che il PD a Milano ha portato ben il 28% e che è proprio il Partito Democratico il primo motore di questo piccolo miracolo. Un miracolo tutto ‘di sinistra’, dato che Pisapia ha goduto di meno dell’1% di voto disgiunto a suo favore. Il risultato del PD è per certi versi sorprendente: dopo aver perso le Primarie, dirigenti, candidati (encomiabile la sportività e la dedizione di Stefano Boeri) ed elettori hanno fatto blocco compatto e i cittadini hanno risposto alla chiamata con entusiasmo. Nel frattempo la destra ha già sbagliato l’impostazione della campagna per il ballottaggio aumentando l’evocazione comunista ed estremista riferendosi a Pisapia. E qua mi torna in mente il parallelismo con Prodi: se vi dicessero che Prodi è un terrorista, non vi mettereste a ridere?”