Scorte di bellezza per l’inverno

[Questo post è un po’ il seguito ideale del precedente, “Torno al Sud“, scritto alla vigilia della partenza per Pollica e Acciaroli: a quello rimando, come premessa e spiegazione].

Ho preferito attendere. Lasciar decantare le emozioni, l’entusiasmo, il desiderio di tornare presto. E’ troppo facile tornarsene a casa dal Cilento, pieni di bei ricordi, solidali con quanti continuano l’opera di Angelo Vassallo, ammirati per una natura e un paesaggio unici. Felici per aver conosciuto nuovi amici, e per aver abbracciato persone che erano amici solo virtuali (scoprendo che sono proprio le belle persone che c’immaginavamo).

Scrivere un post sull’onda dell’entusiasmo può essere bello, certo, ma un po’ di distanza emotiva aiuta: c’è modo di ripensare con calma, di assaporare i ricordi – con l’aiuto di un tot di foto – e pure di essere grati, pensando a luoghi e persone che erano solo un racconto e ora si sono colorati di emozioni. Di sfumature, di bellezza. Rendendoci diversi da com’eravamo prima di partire.

I campi estivi sono una bella esperienza, che consiglio spesso agli amici. Per me, sono una piacevole abitudine da una quindicina d’anni. Non disdegno le vacanze tradizionali, certo: i comfort di un albergo o di un bed-and-breakfast, e nemmeno le vacanze all’aria aperta in campeggio. Epperò, la magia di condividere una bella esperienza con un gruppo di persone sconosciute fino al giorno prima, di affacciarsi sulla soglia della loro intimità, di scoprire echi risonanze affinità, beh, secondo me è un dono grande, di cui mi sento davvero grato, anzitutto ai miei compagni di viaggio e di avventura.
Forse, i campi estivi di volontariato, più che una semplice vacanza, sono un vero “viaggio di scoperta”: s’impara a conoscere almeno un po’ un territorio e chi lo abita, e a farlo in uno spirito di condivisione e di semplicità, ma pure di allegria e di entusiasmo. E’ un modo per sperimentare cosa sia davvero la convivialità, per declinare la nostra capacità di accoglienza, di apertura all’altro, che in fondo è uno dei tratti distintivi di tutte le civiltà del Mediterraneo.

Certo, pure i luoghi hanno una parte importante: provate a farvi una gita per mare bordeggiando sotto costa per buona parte del Cilento, a godervi le infinite sfumature di colore del mare e della macchia – sporcate qua e là dalle ferite inferte dall’ingordigia umana – o a scoprire le tante grotte di Palinuro: difficile pensare che Milano sia un posto migliore per viverci. Più comodo, forse, più ricco di opportunità. Ma quanto più artificiale, più brutto, più povero di sfumature… Oppure, provate a passeggiare tra i templi di Paestum (*), immaginando per un attimo la vita che vi si svolgeva, senza sentirvi una formichina, sperduta tra asfalto cemento e altri ritagli di (decadente) modernità…

Più di tutto, però, rimangono nella memoria le persone: il volto di Angelo Vassallo, che campeggia in tanti luoghi, a Pollica e ad Acciaroli, in un tributo postumo tanto enfatico quanto (forse) tardivo, per una persona che si è spesa fino in fondo per i luoghi che amava, a partire dal “suo” mare. Il volto di tante persone – come Armando, o Fausto – che profondono tempo ed energie per mantenere bella Pollica, e che forse saranno contente per il piccolo contributo e la vicinanza affettuosa dei volontari di Legambiente e Libera.
I volti di quanti continuano a tornarci – ogni anno, ogni estate – semplicemente perché un pezzetto del loro cuore è rimasto lì.
Vorrei spendere una parola in più per una persona in particolare, tanto schiva e aliena dalle pubbliche relazioni, quanto votata con tutta sé stessa al suo paese: si chiama Carla Ripoli, è Vicesindaco e Assessore all’Ambiente di Pollica ed è una persona in costante attività, che conosce il territorio perché lo percorre instancabilmente e – penso di poter dire – lo amministra (bene) perché lo ama. Persone come Carla rappresentano ai miei occhi la vera anima del nostro Sud: operosa, silenziosa, ospitale, semplice, tenace. Autentica.

P.S. Questo post ha un titolo che mi è balenato alla mente molti giorni prima di scriverlo. Dice almeno un po’ l’indicibile: le emozioni, la gratitudine e la nostalgia che provo, tornato nella Grande Milano, per tutta la bellezza che mi ha riempito il cuore. La stessa, mi pare, che era racchiusa in un bel film di Mimmo Calopresti, “Preferisco il rumore del mare”.

(*) Nota: Su Paestum, mi piace segnalare il bellissimo progetto di azionariato popolare “Paestumanità“, promosso dal locale, attivissimo, circolo di Legambiente.

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