Senza perdere la tenerezza

La mia cara amica M. mi ha inviato una foto, pensando a questo blog. Mi fa piacere riportarla in questo post, e assieme citare il titolo del libro di Paco Ignacio Taibo II dedicato a Ernesto Che Guevara.

Essere consapevoli, a volte, può diventare una specie di condanna: l’indignazione per tutte le ingiustizie può far perdere la speranza nel futuro, la fiducia nell’uomo.

Spesso m’interrogo sulla parabola di Alex Langer, una figura che mi ha sempre affascinato per come ha saputo mettere in pratica i propri ideali. Fino al momento in cui non ce l’ha più fatta a sopportare il peso di un impegno quotidiano divenuto troppo gravoso.

Forse, il segreto per essere consapevoli, sensibili di fronte alle ingiustizie e ai diritti calpestati, e assieme fiduciosi nel futuro e nell’umanità, rimane sempre la capacità di stupirsi di fronte all’inatteso. Di commuoversi di fronte a un tramonto o a un cielo pieno zeppo di stelle. D’intenerirsi osservando un bimbo che gioca felice. E’ quel poco di bellezza che basta alla nostra capacità di sperare.

“Fare le cose utili, dire le cose coraggiose, contemplare le cose belle: ecco quanto basta per la vita di un uomo.” (T.S. Eliot)

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