Rossella Urru: we care

Rossella Urru è una giovane donna italiana, che come tante persone fa la cooperante: è la coordinatrice nei campi dei Rifugiati Saharawi dei progetti della ONG CISP (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli). Qui sono spiegate in dettaglio le attività svolte da Rossella e dal CISP nel Sud-Est dell’Algeria.

Rossella è stata rapita nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorsi, più di quattro mesi fa. Da allora, sono arrivate notizie, si è avuta conferma che è viva e in buona salute, le autorità italiane – Ministero degli Esteri in primis – assicurano che si sta lavorando per la sua liberazione. Non abbiamo motivo di dubitarne, e il recente passato racconta di molti altri casi di rapimenti, risolti con successo. Non sempre, purtroppo, ma tutti speriamo per il meglio.

Su Internet, è nata l’iniziativa di un blogging day collettivo per il 29 febbraio: qui ne trovate un censimento (grazie di cuore a Sabrina Ancarola, che si è prodigata per raccogliere adesioni!).

Diverse persone, ben addentro alle cose, ci dicono che non è il caso di fare troppo chiasso attorno a questa vicenda. Meglio lasciar lavorare in silenzio “chi di dovere”. L’eccesso di attenzione mediatica favorisce i rapitori di Rossella, magari spingendoli ad alzare il prezzo del riscatto. La Rete, insomma, dà voce alla buona volontà di tante persone, che però corrono il rischio della dabbenaggine, pur se in assoluta buonafede.

Capisco il senso di questi richiami e li rispetto. Personalmente, la penso come l’amico blogger Luca, @AsinoMorto, in un suo bellissimo post che condivido appieno e che mi ha davvero emozionato, leggendolo.
Come don Milani, mi sento solo di aggiungere: “I care”: m’importa di Rossella, mi sta a cuore la sua liberazione e quella di tutte le persone rapite. Ha un senso l’azione paziente degli addetti ai lavori, ma ha un senso pure il fremito di tanti cuori, che non si rassegnano al silenzio e al tempo che passa. Come per Francesco Azzarà, il cooperante di Emergency rapito e poi rilasciato nei mesi scorsi in Sudan, vogliamo poter festeggiare prestissimo il ritorno a casa di Rossella.

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