Essere pensati – don Angelo Casati

Lunedì scorso ho partecipato all’incontro mensile “Romena a Milano”, che viene ospitato presso una sala della Corsia dei Servi e che ha visto ospite per due volte don Angelo Casati, sacerdote e poeta milanese.
Al termine dell’incontro, mi è stato regalato un bellissimo testo di don Angelo sul valore del dono: mi ha talmente colpito, che ho deciso di trascriverlo qui, sul mio blog, per condividerlo con tutte le persone che passeranno di qui.

Essere pensati

Il dono custodisce un volto, al dono hai legato un volto, il volto dell’altro.

E quindi, a ben vedere, il vero dono non è la cosa, ma l’altro, il vero dono della nostra vita sono le persone.

L’aver dimenticato questo per una sorta di ubriacatura del manufatto, della cosa in sé, ci ha portato a inseguire la grandezza delle cose da donare: dobbiamo stupire con le cose.

Più grandi sono, più grande ci sembra essere il dono.

Copriamo i bambini di doni per coprire le nostre assenze.

Il dono al contrario, nel suo significato più vero, ci ricorda l’altro.

Paradossalmente, meno vistoso è il dono, più ci lascia vedere, intravedere il volto: più vistoso è il dono, più forte è il rischio che sia in ombra il volto, in ombra l’emozione di essere stati pensati. Da qualcuno.

Essere pensati è il vero dono, è ciò che ci fa rinascere. Tu mi hai pensato, io ci sono, ci sono per te.

Nel dono ci sentiamo pensati, concepiti, in qualche modo usciamo alla luce.

don Angelo Casati

5 thoughts on “Essere pensati – don Angelo Casati

  1. fa davvero molto piacere vedere che anche i messaggi positivi trovano il loro spazio libero! grazie per questo dono meraviglioso. Anche la foto è perfetta. Descrive la delicatezza e il valore di questo testo di Don Angelo.
    AUGURI di Buon Natale
    giusi roder

  2. grazie……. pensare che c’è al mondo chi vuole condividere questi messaggi…… un augurio di buon natale
    elena

  3. Grazie per aver condiviso la toccante e profonda poesia di don Angelo che appendero’ in casa come un dono. Non ho potuto partecipare alla serata, ma da settembre in avanti sono stata piu’ volte a Romena e sto sperimentando l’importanza dei messaggi di forza evangelica, di coraggio e fiducia che mi porto a casa dopo gli incontri alla Pieve.
    Vi partecipo un’iniziativa semplice e subito particabile per mantenere vivo il calore, la luce e il bene che circola nel cuore di chi ha sperimentato Romena: accendere ogni sera una piccolo lumino che simbolicamente ci ricordi che il cerchio del bene ci sostiene e ci accomuna anche quando siamo ciascuno a casa propria.

    Un abbraccio luminoso che si rinnova ogni giorno

    Maria Teresa

    • Grazie a te, Maria Teresa!

      Proprio oggi, ho ascoltato l’omelia di don Gigi per Natale, che è stata resa disponibile sul sito internet di Romena (www.romena.it): è un altro modo, assieme a quello che proponi tu, per sentirci uniti nello spirito di fraternità che si respira alla Pieve.

      Un abbraccio, buona vita!
      Claudio

  4. Condivido appieno. Forse bisognerebbe abolire la parola regalo, che a me suona più commerciale e parlare solo di dono. Noi uomini possiamo donarci, ma non regalarci. Fabricio.

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