Libera: profumo di futuro

Conosco “Libera” da un sacco di anni, e stimo don Luigi Ciotti da quando era “solo” il fondatore del Gruppo Abele. Ma qualcosa è cambiato per me dal 21 marzo del 2010, quando “Libera” tenne a Milano la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Sarà che vivo nel Sud-Ovest Milano, un territorio che non si può dire sia infiltrato dalle mafie: è semplicemente una floridissima colonia delle ‘ndrine calabresi, che ne condizionano l’economia (sportelli bancari aprono ogni anno, in ogni comune) e la politica, ne inquinano il commercio, l’edilizia, gli appalti pubblici, come documentato da moltissime inchieste giudiziarie degli ultimi anni.

A marzo di quest’anno, “Libera” ha aperto nella nostra zona un presidio territoriale, che è stato intitolato ad Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, ucciso per essersi opposto alla speculazione edilizia che avrebbe deturpato per sempre Acciaroli, la frazione a mare che è una perla del Cilento.

Partecipare alle attività del neonato presidio di “Libera”, mi ha fatto conoscere bellissime persone: quelle che dedicano tempo, passione ed entusiasmo alle attività, e quelle che scelgono di farsi coinvolgere nelle iniziative, testimoniando con la loro presenza un profumo di futuro che non soccombe al tanto marciume che sembra circondarci.
Don Luigi Ciotti dice spesso che occorre distinguere per non confondere, per non cadere nei luoghi comuni: non cambierà niente, siete dei poveri illusi, “Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera” (come canta De Gregori, in una splendida canzone) e queste persone ne sono il miglior esempio.

Ieri “Libera” ha organizzato una “giornata porte aperte” davvero significativa e l’ha chiamata “Scopri il bene”: una visita guidata, per le scuole e per tutti i cittadini, a moltissimi immobili sequestrati alle mafie e riutilizzati a fini sociali, come prevede la benemerita legge 109 del 1996, nata da una grande mobilitazione popolare voluta da “Libera”. Si scopre così che la Lombardia è la quarta regione in Italia per numero di beni confiscati, metà dei quali nella sola Provincia di Milano, notoriamente ricca di opportunità, di affari e di beni, mobili e immobili. Del senso di questa iniziativa ha scritto, benissimo, Nando dalla Chiesa, che di “Libera” è Presidente onorario, e che da poco è stato nominato Presidente del Comitato Antimafia istituito dal Comune di Milano.

Personalmente, ieri ho avuto la fortuna di partecipare alla serata di Corsico, che si è svolta nella sede di “Club Corsico”, benemerita associazione di mutuo-aiuto sul fronte della disabilità mentale, che ha trovato casa nei locali di un ex-minimarket appartenuto alla famiglia mafiosa dei Ciulla, restituiti dal 2009 alla collettività, intitolati a Silvia Ruotolo e utilizzati per incontri, corsi di alfabetizzazione informatica, ginnastica, canto e, appunto, mutuo-aiuto tra le famiglie: ho conosciuto persone bellissime, speciali nella loro assoluta normalità. Ho gustato l’entusiasmo dell’Italia migliore, solidale, che sa condividere e ama declinare i verbi alla prima persona plurale: “noi”.

La grandezza di “Libera”, secondo me, sta tutta qua: nella volontà di custodire con tenerezza la memoria delle vittime di tutte le mafie e, assieme, nella capacità di spargere, con la mano larga dei vecchi contadini, semi di giustizia e di legalità. Profumo di futuro, per un Paese migliore.

Berlusconi, ora basta

Mentre l’Italia va sott’acqua e la Liguria patisce di nuovo le conseguenze tragiche delle “bombe d’acqua”, il Presidente del Consiglio a Cannes sentenzia che “l’Italia è un paese di benestanti, i ristoranti sono pieni, sui voli aerei è difficilissimo trovare posto”.

Al signor Berlusconi, si potrebbe consigliare di farsi un giro negli hard discount, nelle mense dei poveri, o semplicemente nei mercati, tra le persone del popolo, che non ce la fanno più a tirare avanti.

Di fronte a certe sparate, gli Italiani onesti, che hanno a cuore la sorte del proprio Paese, della propria Patria, hanno un moto di ripulsa. Ci si domanda cosa debba accaderci ancora. Certo, faremo la nostra parte, come sempre. Saremo solidali con chi non ce la fa più, ci rimboccheremo le maniche per aiutare chi ha perso tutto.

Nel frattempo, signor Berlusconi, faccia un grande regalo al popolo italiano: ci liberi della sua presenza sulla scena politica, si ritiri a vita privata. Gliene saremo eternamente grati e le augureremo di cuore una vecchiaia serena.

Lascia i porti sicuri

“Tra vent’anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. E allora molla gli ormeggi. Lascia i porti sicuri. Lascia che gli alisei riempiano le tue vele. Esplora. Sogna”.
(Mark Twain, citato da Mario Calabresi in “Cosa tiene accese le stelle“. Ne consiglio caldamente la lettura, specie in questi periodi di grigiore e di crisi)