Milano merita un sindaco perbene

Io vivo nella Grande Milano, in uno dei tanti paesoni dell’hinterland che stanno pian piano facendo corpo unico con la città. Come tantissime persone, sono un pendolare e vivo moltissimo Milano e i servizi che offre.

Se potessi votare per il Sindaco di Milano, non avrei dubbi. Per spiegare i motivi, prendo a prestito le parole di Dino Amenduni, che ha scritto un commento sul Fatto Quotidiano il 17 maggio, all’indomani delle elezioni:

Proprio mentre tutti insistono sul valore nazionale del risultato, io dirò qualcosa di completamente differente. Il 48% di Giuliano Pisapia è per grandissima parte merito suo. Sta emergendo con forza uno stile di leadership, un modo di stare nella politica, nelle relazioni coi partiti, con i cittadini, con le imprese, con le associazioni, che va oltre le campagne elettorali, la sfida contro la Moratti, la sinistra contro la destra, gli sponsor politici, l’origine della candidatura. A me Pisapia ricorda Romano Prodi. Perennemente sottovalutato dagli avversari, talvolta schernito perché diverso, distante dai modi roboanti ed eccessivi della politica-pop, eppure di successo, sia nella politica che nella professione.  […]
Pisapia è semplicemente un uomo di sinistra, fiero delle sue origini e non per questo incapace di dialogare. Dargli dell’estremista è una stupidaggine, una falsità, un incongruenza e lo è con o senza falsi dossier. Non è una mia opinione: il dato elettorale dice che il PD a Milano ha portato ben il 28% e che è proprio il Partito Democratico il primo motore di questo piccolo miracolo. Un miracolo tutto ‘di sinistra’, dato che Pisapia ha goduto di meno dell’1% di voto disgiunto a suo favore. Il risultato del PD è per certi versi sorprendente: dopo aver perso le Primarie, dirigenti, candidati (encomiabile la sportività e la dedizione di Stefano Boeri) ed elettori hanno fatto blocco compatto e i cittadini hanno risposto alla chiamata con entusiasmo. Nel frattempo la destra ha già sbagliato l’impostazione della campagna per il ballottaggio aumentando l’evocazione comunista ed estremista riferendosi a Pisapia. E qua mi torna in mente il parallelismo con Prodi: se vi dicessero che Prodi è un terrorista, non vi mettereste a ridere?”

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