Tutto questo sarà tuo

Ci agitiamo tutti. Sospesi tra le paure in agguato, i crucci per un mondo malato, le speranze per un futuro incerto. Confidando che non vadano deluse, almeno quelle più care.

Ci diamo un gran daffare. A cercare opportunità. A farci conoscere. A scrutare nelle stelle, nei bioritmi, nell’oroscopo, la chance irripetibile che ci attende. Convinti come siamo che non la si debba mancare. Forse, è come la Cometa di Halley: la s’incontra una sola volta nella vita.

A volte, soprattutto nelle città, pare di vivere in un formicaio impazzito. Migliaia di persone corrono appresso ai loro impegni, agli appuntamenti. Agli incontri, alle occasioni. Al divertimento e alle incombenze. Senza potersi fermare.

Nascoste dietro pareti e finestre, migliaia di altre persone si struggono, sentendosi tagliate fuori. Private ingiustamente – Sorte matrigna – della loro fetta di torta. Cercano conforto in qualche telefonata. Nella radio o nel web. Nel Gratta-e-vinci che potrebbe cambiare la loro vita, o nella risposta alla centesima mail, mandata per proporsi a un’altra Primaria Azienda.

Poche, pochissime di queste formichine sono davvero libere di essere se stesse. Il più delle volte, lo sono quelle che han scelto di essere, anziché di avere. Rinunciando a tutti i gadget tecnologici, che ormai sembrano indispensabili appendici. Pròtesi per riuscire ad afferrare la modernità. Ganci per sollevarsi finalmente da terra, e respirare aria buona.
Le persone più leggere e più libere, forse, non sono così interessate alla modernità. Piuttosto, sono appassionate. Di sogni e di progetti. Di curiosità. Dei propri figli che crescono, dei fiori che curano in giardino. Della vita, degli odori, dei sorrisi.

Qualche anno fa, mi capitò di leggere una statistica: nella casa di un occidentale, di un qualsiasi abitante di Europa o Nordamerica, sono presenti almeno diecimila oggetti, diecimila COSE. Ne ho avuto conferma di recente, accompagnando un caro amico a stivare le sue, di cose – pochine, a esser sinceri – dentro un “non luogo” dei nostri tempi, un “condominio di cantine” in affitto. Perfetto per reclamizzare la nostra insana – e insaziabile – passione per “la roba”.
La stessa statistica sosteneva che nella casa di un Indiano, di un qualsiasi abitante del Sud del mondo – specie di chi vive in campagna – non sono presenti più di cento oggetti. Quelli realmente indispensabili a vivere, presumo.

L’altro giorno, ho comprato il secondo numero di “E”, la rivista mensile di Emergency. Che consiglio caldamente a tutti: è un oggetto in più, lo riconosco, ma assai ricco di contenuti.
A pagina 72 c’è un bellissimo servizio fotografico: un portfolio, si dice in gergo. Nicolas Henry, un fotografo francese, ha girato il mondo con un’idea in testa: chiedere ai nonni di costruire delle capanne. Per metterci in mostra gli oggetti che intendono lasciare ai posteri, ai loro nipoti. Il progetto di chiama “Les cabanes de nos grands-parents” (le capanne dei nonni) e le foto – splendide – sono accompagnate da un testo del grande Erri De Luca.

Tra tutte queste capanne, ce n’è una che a me pare meravigliosa. Sta a pagina 78, l’ha costruita Kazuko Shiraishi, a Tokio. E’ fatta di lunghi fogli di carta, coperti di ideogrammi. Sono le sue poesie, che si gonfiano di vento.

Ecco, forse quel che salverà la specie umana dall’abbrutimento, la bellezza che ci impedirà di affogare nelle cose – nella “roba” – non sta nei futuribili ritrovati della scienza, nei biomateriali o nelle nanotecnologie. Sta nella poesia, nel sogno, nell’amore. Nella linea invisibile che congiunge la terra al cielo. E ci fa rimanere a bocca aperta, in una notte d’estate, a contare le stelle cadenti. Esprimendo un desiderio di felicità.

Finché si ha una finestra, la vita è affascinante. (Gladys Taber)


One thought on “Tutto questo sarà tuo

  1. Mi ricorda una frase di Chesterton: “L’uomo non perirà certo per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...