E ancora la pioggia ripulirà…

Piove fitto fitto sulla Grande Milano, mentre alcuni operai lavorano alacremente per sostituire i cartelli sulle tangenziali milanesi, in ossequio alla nuovissima grida del 2011: si abbassino i limiti a 70 km l’ora, il PM10 è troppo alto, le polveri sottili ci intasano i polmoni.

Giusto ieri, con una bella conferenza-stampa, è stato presentato il progetto definitivo della nuovissima TEM, più conosciuta come Tangenziale Est Esterna, una nuova bretella di asfalto che collegherà l’Autostrada del Sole – all’altezza di Melegnano – con la Milano-Venezia, poco oltre Agrate Brianza (qui c’è la mappa: http://tangenziale.esterna.it/mappa/).

Tutti a illustrare le magnifiche sorti e progressive della nuova opera, le otto aree con i relativi progetti di compensazione ambientale, i benefici per la mobilità, il project-financing che non comporterà oneri per le casse degli enti pubblici. E tutt’e cose.

Nel frattempo, arrivava un’altra notizia: partiranno domenica prossima le prime corse del metrò verde prolungate ad Assago. La nuova tratta (due fermate in più da Famagosta) comporterà un modesto sovrapprezzo: 2,10 € anziché 1 €. Cosa ‘e niente, avrebbe detto il grande Eduardo.

Dieci anni fa, un mio collega esibiva in ufficio un bel poster, con una foto satellitare della Lombardia: guardandolo, si notava una grossa chiazza bianca, che iniziava all’altezza di Varese, si espandeva a macchia d’olio attorno a Milano e proseguiva ben oltre Bergamo. Era tutta la fascia di territorio urbanizzata, tra case strade e capannoni.

La Lombardia è una regione molto ricca, compete con la Baviera e ha il più alto PIL in Italia, sia in valore assoluto che pro capite, pur contando quasi dieci milioni di abitanti. Eppure, continua inesorabilmente a consumare territorio, a costruire strade – in nome del diritto alla mobilità – ma anche grattacieli, seconde case (un affarone imperdibile in Val Brembana? interessa l’articolo?) e perfino capannoni. Qualche voce profetica – come quella del benemerito Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano – si leva contro questa miopia. Ma è cosa ‘e niente, o quasi.

Soffochiamo puntualmente nell’inquinamento ogni inverno, dibattiamo ogni volta su domeniche a piedi sì o no… e alla fine torniamo a respirare per un po’ – con Celeste sollievo del sempiterno Presidente, pardon, Governatore – quando la tanto sospirata pioggia ripulisce l’aria… e magari provoca l’emergenza-frane. In Val Brembana e altrove.

“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
l’ultimo fiume avvelenato,
l’ultimo pesce pescato,
vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
La nostra terra vale più del vostro denaro.
E durerà per sempre.
Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.
Finchè il sole splenderà e l’acqua scorrerà,
darà vita a uomini e animali.
Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali;
è stato il Grande Spirito a porre qui la terra
e non possiamo venderla
perchè non ci appartiene.
Potete contare il vostro denaro
e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa,
ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia
e i fili d’erba della nostra terra.
Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo
e che potete portare con voi,
ma la terra mai.”
Piede di Corvo, Piedineri

Aggiornamento: giusto oggi, 17 febbraio, Domenico Finiguerra scrive:
“Oggi, giornata con REPORT – La contaminazione della Crescita Zero dei Comuni Virtuosi. Partiamo da Cassinetta di Lugagnano, poi Corbetta, Pregnana Milanese e infine Solza.”.
Una puntata che non mi perderò.

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