Pietà l’è morta

Mentre a Roma quattro poveri bambini muoiono bruciati vivi nella loro baracca, ultime vittime di una politica che ama esibire la faccia feroce degli sgomberi, all’insegna del vecchio motto “legge e ordine”, a Fossalta di Piave – profondo Nord – un altro sindaco decide di dare una lezione ai poveri cristi, e per farlo sceglie una bambina di 4 anni.

Traggo la notizia dal sito internet del “Gazzettino”, quotidiano diffuso in tutto il Veneto, e non aggiungo commenti.

VENEZIA – Niente buoni pasto ceduti dalle maestre di un asilo per far mangiare in mensa una bimba di 4 anni, figlia di immigrati in difficoltà. A proibire il gesto di solidarietà è il sindaco leghista di Fossalta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, che ha opposto un secco no al gesto di quattro maestre e due bidelle della scuola d’infanzia, che si erano private del loro buono pasto pur di permettere alla piccola di mangiare.

Maestre e bidelle avevano preso carta e penna per ufficializzare in una lettera alla direttrice la loro decisione. «Il buono pasto non si può cedere – afferma il sindaco – e soprattutto non può essere istituzionalizzato il suo regalo a chi si vuole. È inammissibile». La bimba è figlia di una coppia di immigrati – padre del Senegal e madre del Ciad – che vive in Italia da alcuni anni. Da quando il padre è partito per il Belgio in cerca di lavoro, come sottolinea “il Fatto quotidiano”, la famiglia si trova in gravi difficoltà: la madre non parla l’italiano e deve mantenere oltre alla bimba altri quattro figli, tutti di età compresa tra uno e otto anni.

«Sono già aiutati dal Comune – puntualizza Sensini, precisando che il capofamiglia è un islamico integralista – che ha tagliato il costo del buono pasto da 4 euro e 45 centesimi a 2». Il sindaco sostiene di essersi mosso nella vicenda “in punta di piedi”, ma di non poter fare diversamente: «Il 98% dei buoni pasto ridotti viene dato agli extracomunitari perché sono quelli che dichiarano il minor reddito e il maggior numero di figli». Attorno alla famiglia di immigrati si è stretta comunque una rete di solidarietà: qualcuno, rimasto anonimo, proprio oggi ha pagato di tasca propria tre blocchetti di buoni pasto per far mangiare la piccola, mentre la famiglia è ospitata a titolo gratuito nell’abitazione di un ex assessore comunale del Pd, a pochi passi dall’asilo.

Una mensa scolastica (da nuovaresistenza.org)

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=137426&sez=NORDEST

Ho scritto una mail al Sindaco. Ricordandogli che dovrebbe farsi guidare dalla Costituzione Italiana nel suo operato. Ad esempio, dall’articolo 31.


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